La Legge Universale della Natura

Georgi Stankov, The Universal Law of Nature, 2009

www.stankovuniversallaw.com

Traduzione dall’Inglese all’Italiano di Daniela Lupo, 17 Luglio 2018

 

Definizione scientifica

Introduzione

La scienza convenzionale non ha ancora scoperto una sola legge della Natura, con la quale tutti i fenomeni naturali possano essere valutati senza eccezioni. Tale legge dovrebbe essere definita come “universale“. L’attuale articolo, basato su solidi principi e fatti scientifici evidenti, analizza, dal punto di vista della metodologia della scienza, i criteri teorici formali, che una legge naturale deve soddisfare per acquisire lo status di “Legge Universale “.

Concetti attuali

Nella scienza, alcune leggi naturali conosciute, come la legge di gravitazione di Newton, sono indicate come “universali”, ad esempio “legge universale della gravitazione”. Questo termine implica che questa legge particolare è valida per tutto l’universo, indipendentemente dallo spazio e dal tempo, anche se le dimensioni fisiche sono soggette a modifiche relativistiche, come valutato nella teoria della relatività (ad esempio le trasformazioni di Lorentz).

Lo stesso vale per tutte le leggi fisiche conosciute della fisica moderna, tra cui le tre leggi della meccanica classica di Newton, le leggi di Keplero sulla rotazione dei pianeti, varie leggi sul comportamento dei gas, liquidi e leve, la prima legge della termodinamica sulla conservazione dell’energia, la seconda legge della termodinamica sulla crescente entropia, diverse leggi della radiazione, numerose leggi di elettrostatica, elettrodinamica, elettricità e magnetismo, (sintetizzata nelle quattro equazioni dello elettromagnetismo di Maxwell), le leggi della teoria delle onde, la famosa legge di Einstein sull’equivalenza di massa ed energia, l’equazione d’onda di Schrödinger della meccanica quantistica, e così via. I moderni libri di testo di fisica contengono più di un centinaio di leggi distinte, che sono tutte considerate di carattere universale.

Secondo l’attuale teoria fisica,  la Natura – in realtà, solo la materia fisica inorganica – sembra obbedire a numerose leggi, che sono di carattere universale, ad esempio, che valgono in ogni luogo e in ogni tempo nell’universo, e operano simultaneamente e in perfetta armonia l’una con l’altra, in modo che la mente umana percepisce la Natura come un Intero ordinato.

La scienza empirica, condotta come ricerca sperimentale, sembra confermare la validità universale di queste leggi fisiche, senza alcuna eccezione. A tal fine, tutte le leggi fisiche sono presentate come equazioni matematiche. Le leggi della Natura, espresse senza il mezzo della matematica, sono impensabili nel contesto della scienza attuale. Ogni vera legge naturale dovrebbe essere empiricamente verificata con misure precise, prima che acquisisca lo status di una legge fisica universale. Tutte le misure nel campo della scienza si basano sulla matematica, ad esempio come le diverse unità del SI-System (Il Sistema Internazionale di unità di misura) che sono definite come rapporti numerici all’interno della matematica, e solo allora derivate come risultati matematici da misure sperimentali. Senza la possibilità di presentare una legge naturale come un’equazione matematica, non vi è alcuna possibilità di dimostrare oggettivamente la sua validità universale in condizioni sperimentali.

Lo stato delle cose nella scienza

Dall’elaborazione di cui sopra si può concludere che il termine “Legge Universale” deve essere applicato solo alle leggi che possono essere presentate per mezzo della matematica e verificate senza eccezione nella ricerca sperimentale. Questa è l’unica “prova di esistenza” valida (Existenzbeweis, Dedekind) di una “legge universale” nella scienza da un punto di vista cognitivo ed epistemologico.

Fino ad ora, solo le leggi fisiche conosciute soddisfano il criterio di essere universalmente valide all’interno dell’universo fisico e allo stesso tempo di essere indipendenti dalle fallacie del pensiero umano a livello individuale e collettivo. Ad esempio, la costante di gravitazione universale G nella legge della gravitazione di Newton è valida in qualsiasi posto nell’universo fisico. L’accelerazione di gravità della terra g, anche una costante di base delle leggi della gravitazione di Newton, si applica solo per il nostro pianeta – quindi, questa costante non è universale. Le leggi fisiche che contengono tali costanti sono leggi locali e non universali.

È importante osservare che la scienza ha scoperto le leggi universali solo per il mondo fisico, definito come materia inanimata, e non è riuscito a stabilire tali leggi per la regolamentazione della materia organica. La bio-scienza e la medicina non sono ancora in grado di formulare leggi universali simili per il funzionamento degli organismi biologici in generale e per l’organismo umano in particolare. Questo è un fatto ben noto che getta discredito su queste discipline come studi scientifici esatti.

Le  varie bio-scienze, come la biologia, la biochimica, la genetica, la medicina – con la notevole eccezione della fisiologia, dove i potenziali d’azione delle cellule, come i neuroni e le cellule muscolari, sono descritte dalle leggi dell’elettromagnetismo – sono discipline del tutto descrittive, non-matematiche. Si tratta della metodologia di base della scienza che dovrebbe essere cogente per qualsiasi specialista.

Questa conclusione vale indipendentemente dal fatto che gli scienziati hanno introdotto numerosi modelli matematici in vari campi della bio-scienza, con cui sperimentano in modo eccessivo. Fino ad ora non sono riusciti a dimostrare che tali modelli sono universalmente validi.

L’impressione generale tra gli scienziati di oggi è che la materia organica non è sottoposta a leggi universali simili a quelle osservate per la materia fisica. Questa osservazione causa la differenza tra materia organica e inorganica, secondo la loro convinzione.

L’incapacità degli scienziati di stabilire leggi universali in materia biologica può essere dovuto al fatto che:

  1. a) tali leggi non esistono o
  2. b) esistono, ma sono così complicate che sono al di là della capacità conoscitiva della mente umana mortale.

Quest’ultima ipotesi ha dato vita al concetto religioso dell’esistenza di leggi universali divine, con cui Dio o una coscienza superiore ha creato la Natura e la Vita sulla terra e li regola in una maniera incessante e invisibile.

Queste considerazioni non tengono conto del fatto che non vi è alcuna differenza principale tra materia inorganica e organica. Gli organismi biologici sono, in larga misura, costituiti da sostanze inorganiche. Le molecole organiche, come proteine, acidi grassi e carboidrati, contengono per esempio solo elementi inorganici, per cui si applicano le leggi fisiche di cui sopra. Pertanto, esse dovrebbero applicarsi anche alla materia organica, altrimenti non sarebbero universali. Questo fatto semplice ed evidente è stato gravemente trascurato nella teoria scientifica moderna.

La discriminazione tra materia inorganica e organica – tra la fisica e la bio-scienza – è dunque artificiale e basata esclusivamente su considerazioni didattiche. Questa separazione artificiale delle discipline scientifiche è emersa storicamente con il progresso delle conoscenze scientifiche in vari campi della ricerca sperimentale negli ultimi quattro secoli, da quando Cartesio e Galilei hanno fondato la scienza moderna (matematica e fisica). Questa dicotomia ha le sue radici nell’empirismo moderno e contraddice la comprensione teorica e la prova sperimentale schiacciante che la Natura – sia essa organica o inorganica – funziona come un’entità armoniosa interconnessa.

Criteri scientifici formali per una “Legge Universale”

Da questa disquisizione, si può facilmente definire i criteri teorici fondamentali, che una legge naturale deve soddisfare per essere chiamata “Legge Universale”. Questi sono:

  1. La Legge deve valere per la materia organica e inorganica.
  2. La Legge deve essere presentata in modo matematico, per esempio come equazione matematica, perché tutte le leggi fisiche conosciute sono equazioni matematiche.
  3. La Legge deve essere empiricamente verificata senza eccezioni da tutti i fenomeni naturali.
  4. La Legge deve integrare tutte le leggi fisiche conosciute, vale a dire, esse devono essere derivate matematicamente da questa Legge Universale e devono essere ontologicamente spiegate con essa. In questo caso, tutte le leggi fisiche conosciute sono applicazioni matematiche di una sola Legge della Natura.
  5. In alternativa, si deve dimostrare che tutte le costanti naturali fondamentali della fisica, che riguardano numerose leggi fisiche distinte sono interconnesse e possono essere derivate l’una dall’altra. Questa sarà una potente prova matematica e fisica per l’unità della Natura in una sola Legge Universale, poiché tutte queste costanti possono essere sperimentalmente misurate per mezzo di equazioni matematiche.

In questo modo si può integrare per la prima volta la gravitazionale con le altre tre forze fondamentali (vedi sotto) ed infine unificare la fisica. Fino ad oggi la fisica convenzionale, che stabilisce il modello standard, non può integrare la gravitazione con le altre tre forze fondamentali. Si tratta di un fatto ben noto tra i fisici e questa circostanza scredita l’intero edificio di questa scienza naturale. La fisica non è in grado di spiegare l’unità della Natura. Questo fatto non è ben compreso da tutte le persone al giorno d’oggi, perché è volutamente trascurato o addirittura coperto da tutti i teorici.

L’unificazione della fisica è stata il sogno di molti fisici del calibro di  Einstein, che ha introdotto la nozione di equazione del campo universale, conosciuta anche come “Weltformel” (equazione del mondo) o H. Weyl, che credeva che la fisica può essere sviluppata in una teoria del campo universale.

Questa idea è stata portata avanti in questi concetti moderni come Grandi Teorie Unificate (GUT), teorie del tutto o teorie delle stringhe, però, senza alcun successo fattibile.

Se una tale legge può essere scoperta, porterà automaticamente all’unificazione della fisica e di tutte le scienze naturali in una “Teoria Generale della Scienza”.

Allo stato attuale, la fisica non può essere unificata. La gravitazione non può essere integrata con le altre tre forze fondamentali nel modello standard, e non vi è affatto alcuna teoria della gravitazione. Le leggi della gravitazione di Newton descrivono con precisione il movimento e le forze gravitazionali tra due oggetti di massa che interagiscono, ma non ci danno alcuna spiegazione su come la gravitazione viene esercitata come un “azione a distanza”, detta anche “correlazione a lungo raggio”, o quale ruolo giocano i fotoni nella trasmissione delle forze gravitazionali, dato che la gravitazione si propaga con la velocità della luce, che è in realtà la velocità dei fotoni.

Se questa ipotetica “Legge Universale” vale anche per l’organizzazione della società umana e per il funzionamento del pensiero umano, allora siamo autorizzati a parlare di una vera e propria “Legge Universale”. La scoperta di una legge del genere porterà all’unificazione di tutte le scienze in una pan-teoria della conoscenza umana. Questa teoria universale sarà, nella sua forma verbale presentata come un sistema categoriale (Aristotele), senza contraddizioni, cioè, seguirà il principio formalistico della coerenza interna.

Da un punto di vista matematico, la nuova Teoria Generale della Scienza, basata sulla Legge Universale, sarà organizzata come un’assiomatica (sistema assiomatico). Il potenziale di assiomatizzazione di tutte le scienze sarà quindi basato sulla “Legge Universale” o una definizione della stessa. Questo sarà il primo e unico assioma, da cui tutte le altre leggi, definizioni, e conclusioni saranno derivate in modo logico e coerente. Tutte queste affermazioni teoriche saranno poi confermate in maniera sperimentale.

Questi sono i criteri teorici e formalistici ideali, che una “Legge Universale” deve soddisfare. La nuova Teoria Generale della Scienza sulla base di tale “Legge Universale” sarà dunque interamente matematica, perché la Legge stessa è di origine matematica – deve essere presentata come una equazione matematica.

In questo caso, tutte le scienze naturali e sociali possono essere principalmente presentate come sistemi matematici per il loro particolare oggetto di indagine, così come la fisica oggi è essenzialmente una matematica applicata al mondo fisico. Le scienze esatte sono quindi “esatte”, in quanto si presentano come sistemi matematici.

La Crisi dei Fondamenti della Matematica

(Vedi Wikipedia: Grundlagenkrise_der_MathematikFoundation Crisis of Mathematics)

Questo approccio metodologico deve risolvere un problema teorico fondamentale che tormenta la moderna teoria della scienza. Questo problema ben noto come la “La_crisi_dei Fondamenti della matematica“. La matematica non può dimostrare la sua validità con i propri mezzi. Poiché la matematica è lo strumento universale per presentare la natura in tutte le discipline fisiche esatte, la Crisi dei Fondamenti della matematica si estende a tutte le scienze naturali. Le scienze sociali non pretendono alcuna validità universale, in quanto non possono essere espresse matematicamente. Pertanto, la Crisi dei Fondamenti della matematica è la Crisi della Scienza.

Anche se questa crisi dovrebbe essere una conoscenza di base di qualsiasi scienziato o teorico, gli scienziati di oggi sono completamente all’oscuro della sua esistenza. Di qui il loro agnosticismo totale rispetto all’essenza della natura.

Questa ignoranza è difficile da spiegare, poiché la  disputa dei fondamenti in matematica, conosciuta in tedesco come Grundlagenstreit der Mathematik, ha dominato gli spiriti dei matematici europei durante la prima metà del 20° secolo. L’attuale ignoranza degli scienziati su questa crisi della scienza deriva dal fatto che i matematici non sono ancora stati in grado di risolvere la crisi dei fondamenti della matematica e l’hanno spazzata con una grande scopa sotto il tappeto della dimenticanza totale.

La matematica è una disciplina ermeneutica e non ha alcun oggetto esterno di studio. Tutti i concetti matematici sono “oggetti di pensiero” (Gedankendinge). La loro validità non può essere verificata nel mondo esterno, come nel caso delle leggi fisiche. La matematica può dimostrare la sua validità solo con i propri mezzi.

Questa intuizione è emersa alla fine del 19° secolo ed è stata formulata per la prima volta come un programma teorico da Hilbert nel 1900. A questo punto, la maggior parte dei matematici ha riconosciuto la necessità di unificare la teoria della matematica attraverso la sua completa assiomatizzazione. Questo è stato chiamato “Hilbert’s formalism” (Il formalismo di Hilbert). Hilbert, stesso, ha fatto uno sforzo per assiomatizzare la geometria sulla base di alcuni concetti elementari, come linea retta, punto, ecc., che ha introdotto in una maniera a priori.

L’assiomatizzazione parziale della matematica ha acquisito slancio nei primi tre decenni del 20° secolo, fino a quando il matematico austriaco Gödel (Kurt Godel) ha dimostrato nel 1931 nel suo famoso teorema che la matematica non è in grado di dimostrare la sua validità con mezzi matematici assiomatici. Ha mostrato in maniera irrevocabile, che ogni volta, che il principio formalistico di Hilbert della coerenza interna e della mancanza di contraddizioni viene applicato al sistema della matematica – sia esso geometria o algebra – esso porta inevitabilmente ad una antinomia (paradosso) di base. Questo termine è stato introdotto da Russell (Bertrand_Russell), che ha sfidato la teoria degli insiemi di Cantor, la base della matematica moderna. Gödel ha dimostrato con mezzi logici che qualsiasi approccio assiomatico in matematica porta inevitabilmente a due opposti, esclusi i risultati.

L’ipotesi del continuo

Vedi anche: Continuum hypothesis

Fino ad ora, nessuno è stato in grado di confutare il teorema di Gödel, che egli ha ulteriormente elaborato nel 1937. Con questo teorema la crisi dei fondamenti della matematica è iniziata ed è ancora in corso, come incarnato nell’Ipotesi del Continuo, nonostante il fatto che tutti i matematici dopo Gödel preferiscono ignorarla. D’altra parte, la matematica sembra rendere risultati validi, quando viene applicata al mondo fisico in forma di leggi naturali.

Questa osservazione porta alla sola conclusione possibile.

La scoperta della “Legge Universale”

La soluzione dell’ipotesi del continuum e l’eliminazione della crisi dei fondamenti della matematica può essere raggiunta solo nel mondo fisico reale e non nello spazio mentale ermeneutico dei concetti matematici. Questa è l’unica “prova di esistenza” possibile in grado di eliminare la Crisi dei Fondamenti della matematica e di abolire l’antinomia esistente tra la sua validità nel campo della fisica e la sua incapacità di dimostrare lo stesso nel proprio regno.

Le nuova assiomatica che emergerà da questo sforzo intellettuale non sarà più puramente matematica, ma sarà fisica e matematica al tempo stesso. Tale assiomatica può basarsi solo sulla scoperta della “Legge Universale”, che è in una sola volta l’origine della fisica e della matematica. In questo caso, la “Legge Universale” sarà il primo ed unico assioma primario, da cui tutti i termini scientifici, le leggi naturali e vari altri concetti nel campo della scienza saranno assiomaticamente derivati, vale a dire in modo coerente e senza alcuna contraddizione interna. Tale assiomatica è radicata nell’esperienza e sarà confermata da tutti i fenomeni naturali, senza eccezioni. Questo assiomatica sarà il fondamento della Teoria Generale della Scienza, che l’autore ha sviluppato dopo aver scoperto la Legge Universale della Natura nel 1994.

Riferimenti:

  1. Dr. Georgi Stankov,www.stankovuniversallaw.com/Stankov’s Universal Law Press
  2. Tipler, PA. Physics for Scientists and Engineers,1991, New York, Worth Publishers, Inc.
  3. Feynman, RP. The Feynman Lectures on Physics, 1963, California Institute of Technology.
  4. Peeble, PJE. Principles of Physical Cosmology, 1993, Princeton, Princeton University Press.
  5. Berne, RM & Levy MN, Physiology, St. Louis, Mosby-Year Book, Inc.
  6. Bourbaki, N. Elements of the History of Mathematics, 1994, Heidelberg, Springer Verlag.
  7. Davis, P. Superstrings. A Theory of Everything?, 1988, Cambridge, Cambridge University Press.
  8. Weyl, H. Philosophie der Mathematik und Naturwissenschaft, 1990, Munchen, Oldenbourg Verlag.
  9. Barrow, JD. Theories of Everything. The Quest for Ultimate Explanation, 1991, Oxford, Oxford University Press.
  10. Stankov, G. Das Universalgesetz. Band I: Vom Universalgesetz zur Allgemeinen Theorie der Physik und Wissenschaft,1997, Plovidiv, Munchen, Stankov’s Universal Law Press.
  11. Stankov, G. The Universal Law. Vol.II: The General Theory of Physics and Cosmology, 1999, Stankov’s Universal Law Press, Internet Publishing 2000.
  12. Stankov, G. The General Theory of Biological Regulation. The Universal Law in Bio-Science and Medicine, Vol.III, 1999, Stankov’s Universal Law Press, Internet Publishing 2000.
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